Elenchi regionali: tra priorità, nodo idonei e rischio 'scavalcamenti'
Il decreto per gli elenchi regionali è atteso a breve: focus sul rischio per gli idonei e sulle nuove modalità di reclutamento.
Il Ministero prepara il decreto sugli Elenchi regionali per il reclutamento docenti 2026. L'informativa sindacale chiarisce che la procedura avrà la precedenza su altri canali, sollevando timori su un possibile scavalcamento degli idonei locali da parte di candidati di altre regioni.
Tempi di attivazione e precedenza nelle assunzioni
L'iter burocratico è ormai in fase avanzata, con la pubblicazione del decreto attesa probabilmente entro la fine dell'anno. Si aprirà una finestra temporale di venti giorni per la domanda, finalizzata all'inserimento nelle graduatorie che saranno valide per l'anno scolastico 2026/2027. Questa tempistica, decisamente ampia, permette agli Uffici Scolastici Regionali di gestire le richieste con la dovuta attenzione. Un aspetto fondamentale riguarda la gerarchia delle nomine: il nuovo sistema avrà priorità assoluta sulle assunzioni rispetto ad altre procedure consolidate, come lo scorrimento delle Gps sostegno o la mini call veloce. Tale precedenza ridisegna gli equilibri del reclutamento, imponendo ai candidati di valutare con estrema attenzione le proprie strategie professionali.
Elenchi regionali e il timore dello scavalcamento
Il punto più dibattuto riguarda il potenziale conflitto con gli idonei non vincitori dei concorsi precedenti. Esiste il timore concreto che candidati provenienti da altre aree geografiche possano superare i docenti locali nella nuova graduatoria integrata. I sindacati tentano di rassicurare la categoria, specificando che questa procedura ha una natura puramente residuale. Le nomine attingeranno da questo canale esclusivamente dopo il totale esaurimento delle graduatorie di merito esistenti. Di conseguenza, finché vi saranno vincitori o idonei presenti nelle liste ordinarie, non si attiverà il meccanismo di scorrimento sussidiario, garantendo così una tutela prioritaria a chi ha già superato le prove concorsuali nella propria regione di appartenenza.
Competizione tra candidati e gestione dei posti
Lo scenario operativo prevede che, qualora residuino cattedre vacanti dopo le assunzioni ordinarie, si attinga dal nuovo elenco. Qui sorge il rischio concreto: un docente idoneo che sceglie di iscriversi nell'elenco della propria regione potrebbe vedersi sorpassato da un collega con punteggio superiore proveniente da un altro territorio, perdendo l'opportunità di ruolo. Ecco le dinamiche principali della procedura:
Gli idonei esclusi dalla quota del 30% possono effettuare l'iscrizione volontaria anche nella propria regione;
L'assegnazione dei ruoli avviene solo in assenza di candidati nelle GM;
La concorrenza si estende su base nazionale per i posti residui. Tuttavia, non è scontato che si verifichi la simultanea presenza di posti disponibili e graduatorie completamente vuote, rendendo l'utilizzo massivo di questo strumento un'ipotesi ancora da verificare.