Famiglia del bosco: disposta la perizia sui genitori

Il Tribunale valuta le competenze della famiglia del bosco: 120 giorni per decidere il futuro di Nathan, Catherine e dei loro tre figli.

05 gennaio 2026 19:45
Famiglia del bosco: disposta la perizia sui genitori - I genitori della famiglia che vive nel bosco
I genitori della famiglia che vive nel bosco
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Il Tribunale dell’Aquila ha disposto l'avvio della valutazione sulla famiglia del bosco. L'esame inizierà il 23 gennaio per accertare la responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine. La consulente Simona Ceccoli avrà 120 giorni di tempo per depositare la relazione.

L’avvio della perizia sulla famiglia del bosco

Il Tribunale dei minorenni dell’Aquila ha ufficialmente incaricato la dottoressa Simona Ceccoli, psichiatra forense, di esaminare le capacità genitoriali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. L'indagine psico-diagnostica servirà a stabilire se la coppia anglo-australiana possieda le caratteristiche psichiche idonee per crescere i propri figli.

La difesa, supportata dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, ha nominato un team multidisciplinare per seguire le operazioni peritali e garantire il miglior supporto ai genitori. Lo psichiatra di parte Tonino Cantelmi ha espresso fiducia nella nomina del perito d'ufficio, auspicando modalità d'intervento ragionevoli ed efficaci.

Le tappe del procedimento legale

Il percorso per determinare il futuro del nucleo familiare seguirà un calendario preciso stabilito dai giudici. Ecco i passaggi fondamentali previsti per i prossimi mesi:

  • 23 gennaio: Inizio ufficiale dei colloqui peritali con la coppia.

  • Maggio: Termine ultimo per il deposito della relazione tecnica (120 giorni).

  • Valutazione finale: Decisione del Tribunale sul possibile reintegro della potestà.

Dall’isolamento al provvedimento del Tribunale

La vicenda è emersa lo scorso settembre, quando un'intossicazione alimentare ha svelato le precarie condizioni di vita dei tre figli minori nel casolare isolato di Palmoli. I bambini, che non parlano italiano e non frequentano la scuola, vivevano in un contesto privo di servizi essenziali come l’acqua corrente.

Attualmente i minori risiedono in una struttura protetta di Vasto insieme alla madre, in seguito alla sospensione della responsabilità genitoriale decisa dai magistrati lo scorso 20 novembre. L'obiettivo dell'esame clinico è comprendere se la scelta dell'isolamento derivi da convinzioni culturali o da un eventuale disagio psicologico profondo.

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