Gilda degli Insegnanti: Castellana confermato coordinatore, le sue azioni future
Il Consiglio nazionale rinnova la fiducia a Vito Carlo Castellana. Focus su contratto scuola, criticità delle RSU e futuro dei docenti.
L'assemblea del sindacato ha sancito la riconferma di Vito Carlo Castellana alla guida della Gilda degli Insegnanti. Al centro del dibattito, oltre al rinnovo della carica, le sfide legate al CCNL, alla gestione delle supplenze e la proposta di una carriera separata per i docenti.
Rinnovo dei vertici e analisi del CCNL scuola
Durante la riunione tenutasi a Roma presso l'Hotel Best Western di via Marsala, il Consiglio nazionale dei coordinatori ha espresso nuovamente piena fiducia in Vito Carlo Castellana, confermandolo nel ruolo di coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams. Il sindacalista ha colto l'occasione per analizzare la recente sottoscrizione del CCNL 2022-24, definendo l'accordo con estremo realismo. Sebbene le risorse economiche stanziate non siano ritenute sufficienti a valorizzare appieno il merito del personale scolastico, la firma è stata descritta come un atto "necessario anche se sofferto". L'alternativa, secondo l'analisi dei vertici sindacali, avrebbe comportato il rischio concreto di perdere i fondi disponibili, lasciando la categoria senza alcuna tutela immediata in un contesto economico complesso.
Le criticità sistemiche: RSU e deriva aziendalista
Un ampio segmento della discussione è stato dedicato alle problematiche strutturali che affliggono il sistema d'istruzione. I coordinatori provinciali hanno sollevato forti perplessità riguardo l'attuale funzionamento delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie), considerate uno strumento ormai inadeguato per misurare la reale rappresentatività sindacale e talvolta carente sotto il profilo dei principi democratici. Parallelamente, è emersa una critica serrata nei confronti dell'autonomia scolastica: secondo la visione dell'assemblea, questo modello ha progressivamente eroso la natura istituzionale della scuola, favorendo una trasformazione verso il concetto di "scuola azienda". Tale mutazione rischia di subordinare la missione educativa a logiche prettamente burocratiche e di bilancio, distanti dalle reali esigenze pedagogiche degli studenti.
Gestione delle supplenze e diritti degli alunni
Il dibattito si è poi focalizzato su questioni tecniche di grande impatto quotidiano, come la gestione delle supplenze brevi nelle scuole secondarie di secondo grado. La Gilda degli Insegnanti ha ribadito che il divieto di nominare supplenti nei primi dieci giorni di assenza impone obblighi precisi ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori, i quali devono farsi carico della copertura delle classi. I coordinatori hanno denunciato come illegittime diverse prassi diffuse per ovviare a queste carenze, tra cui:
La suddivisione degli alunni in altre classi, che crea sovraffollamento e disagio didattico.
Lo spostamento arbitrario dell'insegnante di sostegno su altre supplenze, privando l'alunno con disabilità del supporto necessario.
L'utilizzo improprio del personale non docente per compiti di sorveglianza attiva.
La proposta della Gilda degli Insegnanti per il futuro
Guardando alle prospettive di riforma, Vito Carlo Castellana ha tracciato la rotta per una valorizzazione della professione che passi attraverso una specifica area contrattuale. L'obiettivo dichiarato è "de-contrattualizzare" la figura del docente, avvicinandola al modello universitario per sottolineare la natura intellettuale e non impiegatizia del ruolo. In merito all'assicurazione sanitaria introdotta dal CCNI di dicembre, il coordinatore ha chiarito che, pur rappresentando un aiuto concreto (in particolare per le neo mamme), non deve distogliere l'attenzione dalle carenze della sanità pubblica, la cui risoluzione spetta alla politica. L'intervento si è concluso con un appello all'unità sindacale per promuovere una scuola di qualità, fondata su insegnanti di ruolo preparati e su un reclutamento trasparente ed efficace.