La crisi della scuola italiana, Tassella (SBC): i 4 mali strutturali degli organici
L’analisi di Libero Tassella (SBC) a Scuolalink svela le criticità del sistema: dai tagli al personale all’invecchiamento della classe docente.
In un colloquio esclusivo rilasciato a Scuolalink, l'esperto di SBC Libero Tassella traccia un quadro allarmante del sistema d'istruzione. Al centro dell'analisi vi è la scuola italiana, afflitta da profonde distorsioni legate alla gestione degli organici e alla mancata valorizzazione del personale scolastico.
La scure sui tagli agli organici e il fattore denatalità
Durante l'intervista, Tassella pone l'accento sulla prima grande criticità che investe il settore: la gestione ragionieristica delle risorse umane. Secondo l'esponente di SBC, l'attuale esecutivo sta procedendo verso una riduzione sistematica non soltanto del corpo insegnanti, ma anche del personale ATA. Il meccanismo che genera questa contrazione risiede nella decisione di vincolare la definizione degli organici a una scadenza annuale, abbandonando la pianificazione triennale, e subordinando il tutto alla mera compatibilità di spesa. Un errore strategico fondamentale, sottolinea Tassella, è il non aver previsto l'invarianza degli organici a fronte del calo demografico: la denatalità, invece di diventare un'opportunità per migliorare la didattica mantenendo lo stesso numero di cattedre, viene utilizzata come giustificazione per ridurre le assunzioni.
Il precariato cronico e l'ingresso tardivo in ruolo
Il secondo punto nodale evidenziato a Scuolalink è strettamente correlato alla politica dei tagli e riguarda l'annosa piaga del precariato. Si assiste, secondo l'analisi fornita, a un vero e proprio abuso dei contratti a tempo determinato, che ha trasformato l'eccezione in regola. Questa dinamica ha innalzato drasticamente l'età media di immissione in ruolo, che in Italia avviene ormai tra i 40 e i 50 anni. Tassella definisce questa situazione insostenibile: il sistema non può permettersi di stabilizzare i propri formatori solo dopo decenni di incertezza lavorativa.
Le anomalie principali riassunte da Tassella sono:
Riduzione degli organici: Meno assunzioni a causa dei vincoli di bilancio.
Precarietà diffusa: Abuso dei contratti a termine.
Invecchiamento: Età media elevata e scarso ricambio generazionale.
Fuga dalla professione: Docenti che cercano impiego in altri settori della PA.
Senescenza del corpo docente e crollo dell'attrattività
Una terza anomalia strutturale che grava sulla scuola italiana è l'elevata età media degli insegnanti, che risulta essere tra le più alte d'Europa. Questo fattore, combinato con la precarietà, ha reso la professione docente sempre meno appetibile. Tassella avverte che si sta profilando un rischio concreto: l'impossibilità futura di reperire personale qualificato. A ciò si aggiunge un fenomeno demografico e sociale rilevante, ovvero l'interruzione del tradizionale flusso di docenti dal Sud verso il Nord Italia. Considerare gli organici esclusivamente come una voce di costo da abbattere ha generato un disastro gestionale che rischia di paralizzare l'istituzione scolastica.
Il malessere sommerso e la necessità di un intervento governativo
L'ultimo punto toccato nell'intervista riguarda un aspetto spesso sottovalutato: il senso di inadeguatezza e il desiderio di fuga di molti docenti. Esiste una "quarta anomalia" rappresentata da quegli insegnanti che, sentendosi schiacciati dal sistema, aspirano a trasferimenti intercompartimentali verso altri settori della Pubblica Amministrazione. La conclusione di Libero Tassella è un appello perentorio alla politica: Governo e Parlamento devono interrogarsi immediatamente su queste dinamiche. La crisi non è transitoria ma strutturale e passa inevitabilmente per la riforma degli organici, il contrasto alla senescenza e lo stop alle tardive immissioni in ruolo.