Legge di Bilancio: Gilda contesta i tagli alla scuola

Il sindacato Gilda critica la Legge di Bilancio per le nuove norme sul riscatto della laurea e pensioni che penalizzano i docenti italiani.

18 dicembre 2025 09:30
Legge di Bilancio: Gilda contesta i tagli alla scuola - Vito Carlo Castellana
Vito Carlo Castellana
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La Legge di Bilancio genera forti polemiche nel mondo dell'istruzione. La Gilda degli Insegnanti denuncia un attacco al sistema pensionistico che colpisce duramente la categoria. Le nuove norme previste sul riscatto della laurea sono considerate profondamente ingiuste e dannose per il futuro dei lavoratori.

Le critiche alla Legge di Bilancio e pensioni

Il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha definito questa scelta governativa miope, sottolineando come lo studio universitario rappresenti un investimento e non un privilegio. Il punto più critico della riforma riguarda il riscatto della laurea, un elemento fondamentale per i docenti, che verrà progressivamente limitato. Secondo le stime attuali, per chi andrà in pensione dal 2031, gli anni di università non conteranno più pienamente per il raggiungimento della pensione anticipata, costringendo di fatto il personale a restare in servizio per circa 30 mesi aggiuntivi prima di lasciare il lavoro.

Scuola e diritti dei lavoratori a rischio

È paradossale che lo Stato svaluti i titoli di studio ai fini previdenziali proprio mentre richiede qualifiche sempre più elevate per l'accesso all'insegnamento. Oltre alla questione pensionistica, il sindacato segnala interventi invasivi sul trattamento di fine rapporto (TFR). La Gilda lamenta l'assenza di risposte concrete su problemi storici come la precarietà strutturale e gli stipendi inadeguati alla media europea. Invece di investire risorse, si tagliano i diritti acquisiti e si aumentano i carichi di lavoro senza garantire adeguati riconoscimenti economici o professionali ai docenti.

Le richieste dei sindacati al Governo

La Gilda degli Insegnanti ha annunciato che continuerà a opporsi con determinazione a questa manovra economica che mortifica la professione. La richiesta principale avanzata è il ritiro immediato delle misure considerate penalizzanti contenute nel maxi-emendamento. Serve urgentemente un confronto serio con le organizzazioni sindacali per proteggere il sistema scolastico. Le rivendicazioni principali emerse dalla nota ufficiale includono:

  • Il pieno riconoscimento del valore della laurea ai fini pensionistici.

  • Nuovi investimenti reali per garantire il futuro delle nuove generazioni.

  • La difesa del valore costituzionale dell'istruzione pubblica italiana.

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