Maturità: Garante Privacy, stop risultati Invalsi alla Commissione

I risultati Invalsi restano oscurati ai commissari d'esame: la decisione tutela i dati e il Curriculum dello studente.

23 gennaio 2026 08:45
Maturità: Garante Privacy, stop risultati Invalsi alla Commissione - Garante della Privacy
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Novità cruciali per il prossimo Esame di Maturità. Il Garante Privacy stabilisce che gli esiti delle prove Invalsi non saranno accessibili alla Commissione prima del colloquio, tutelando la riservatezza del Curriculum dello studente e modificando le dinamiche di valutazione finale.

Il contesto normativo e l'attesa per il Curriculum dello studente

Mentre l'intero mondo scolastico attende con trepidazione il decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito — atteso entro la fine di gennaio per definire le materie della seconda prova e l'organizzazione del colloquio (come previsto dal D.L. 9 settembre 2025, n. 127) — l'attenzione degli addetti ai lavori si sposta su un aspetto tecnico ma sostanziale: la gestione dei dati personali.

Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che l'ansia da prestazione non riguarda solo i contenuti didattici, ma anche come il percorso dello studente viene "fotografato" e presentato agli esaminatori. In questo scenario, il Curriculum dello studente, introdotto dalla legge 107/2015, gioca un ruolo centrale. Tuttavia, il recente intervento del Garante per la protezione dei dati personali (GPDP) ha ridisegnato i confini di utilizzo di questo documento, imponendo una netta separazione tra la valutazione scolastica interna e le misurazioni standardizzate nazionali.

La decisione del Garante Privacy sull'Esame di Maturità

Il nodo cruciale sciolto dal Garante riguarda lo schema di decreto attuativo che mirava a integrare i risultati delle prove standardizzate INVALSI direttamente nel Curriculum accessibile alla Commissione d'Esame. L'Autorità ha emesso un parere vincolante che modifica la struttura dell'accesso alle informazioni.

Il Curriculum dello studente resta strutturato in quattro sezioni fondamentali:

  • Parte I (Istruzione e formazione): il percorso di studi tratto dall'E-Portfolio.

  • Parte II (Certificazioni): competenze linguistiche, informatiche o di altro genere acquisite.

  • Parte III (Attività extrascolastiche): esperienze di volontariato, sport o attività culturali.

  • Parte IV (Prove Nazionali): i livelli di apprendimento certificati dall'INVALSI.

La novità imposta dal Garante Privacy stabilisce un principio di "cecità" selettiva per i commissari: solo le prime tre parti potranno essere visionate dalla Commissione prima dell'esame. Questo garantisce che il voto di maturità non venga influenzato, consciamente o inconsciamente, dalle performance ottenute nei test nazionali standardizzati, preservando l'autonomia valutativa del consiglio di classe e della commissione stessa.

E-Portfolio e gestione dei dati post-diploma

L'impatto operativo di questa direttiva è immediato. Le scuole e le segreterie didattiche dovranno adeguarsi a procedure rigorose: la Parte IV del curriculum, contenente gli esiti INVALSI, rimarrà "congelata" fino alla conclusione dell'Esame di Stato.

Gli studenti potranno visualizzare il documento nella sua interezza, comprensivo dei risultati INVALSI, esclusivamente attraverso il servizio digitale E-Portfolio della Piattaforma Unica, e soltanto dopo l'emissione del Diploma. Una sfumatura burocratica che nasconde una tutela sostanziale: il Curriculum, infatti, non costituisce parte integrante del titolo di studio legale (il diploma).

Ne consegue che sarà a completa discrezionalità dello studente decidere se allegare la versione integrale del Curriculum (inclusi i voti Invalsi) nelle future candidature universitarie o lavorative, oppure se limitarsi a condividere le parti relative al percorso scolastico ed extrascolastico. Si tratta di un passo avanti verso la consapevolezza digitale dei giovani, che diventano così i veri titolari e gestori dei propri dati accademici, al riparo da automatismi che potrebbero penalizzare il loro percorso di uscita dalla scuola secondaria.

Domande Frequenti (FAQ)

La Commissione d'esame può vedere i miei voti Invalsi? No. In seguito al parere del Garante, la Commissione ha accesso solo alle prime tre parti del Curriculum (Percorso di studi, Certificazioni, Attività extrascolastiche). I risultati Invalsi (Parte IV) restano oscurati fino alla fine dell'esame.

Le prove Invalsi sono ancora obbligatorie per l'ammissione alla Maturità? Sì, lo svolgimento delle prove Invalsi rimane un requisito necessario per l'ammissione all'esame di Stato, anche se il loro risultato non influenza il voto finale né è visibile ai commissari.

Quando potrò vedere il mio Curriculum completo? Il Curriculum completo, inclusa la sezione con i risultati Invalsi, sarà disponibile all'interno dell'E-Portfolio sulla Piattaforma Unica solo dopo aver conseguito il diploma.

Sono obbligato a mostrare i risultati Invalsi all'università o ai datori di lavoro? No. Poiché il Curriculum non è parte integrante del diploma, è a discrezione dello studente decidere se condividerlo nella sua versione integrale o parziale.

Chi decide le materie della seconda prova? Le materie vengono individuate annualmente con un decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito, atteso generalmente entro il mese di gennaio.

Qual è la prossima scadenza per gli studenti? Oltre alla preparazione didattica, gli studenti devono assicurarsi che il loro E-Portfolio sulla Piattaforma Unica sia aggiornato con le attività extrascolastiche e le certificazioni (Parte II e III) prima dell'inizio degli esami.

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