Nuovo calendario scolastico? Pacifico apre alla Santanchè, non per il turismo ma per il clima

Pacifico risponde a Santanchè: ripensare i tempi della scuola è urgente per le temperature estreme, non per il turismo.

24 gennaio 2026 19:00
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Il dibattito sul calendario scolastico torna al centro dell'agenda politica. Se per la ministra Santanchè la priorità è la destagionalizzazione turistica, per Marcello Pacifico (Anief) la riforma è vitale a causa delle infrastrutture inadeguate al caldo estremo.

Il dibattito sul calendario scolastico tra turismo e istruzione

La discussione sulla riorganizzazione dei tempi della scuola italiana si è riaccesa in seguito alle dichiarazioni rilasciate al Forum internazionale del turismo di Milano dalla ministra Daniela Santanchè. La titolare del dicastero del Turismo ha suggerito di allineare il calendario scolastico italiano agli standard europei, frammentando le vacanze per favorire la bassa stagione ed evitare la concentrazione dei flussi solo a Natale e in estate.

Tuttavia, la risposta del mondo sindacale sposta il focus della questione su problematiche ben più strutturali. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato autonomo Anief, ha replicato attraverso i microfoni di Fanpage, accogliendo l'idea di una modifica, ma rigettandone le motivazioni prettamente economiche. Secondo il sindacalista, la necessità di rivedere i giorni di lezione non nasce dall'esigenza di favorire le vacanze delle famiglie, bensì da un'urgenza dettata dalla sicurezza e dalla salute: l'impossibilità di svolgere attività didattica in edifici scolastici vetusti durante i mesi più torridi.

Emergenza climatica e infrastrutture inadeguate negli istituti

Il nodo centrale sollevato dall'Anief riguarda la discrepanza tra il cambiamento climatico in atto e la resilienza degli edifici scolastici italiani. Pacifico sottolinea come l'estate, meteorologicamente parlando, non termini più all'inizio di settembre. Iniziare le lezioni con temperature che sfiorano i 40 gradi, in aule prive di impianti di climatizzazione, rappresenta un rischio concreto per studenti e personale.

L'analisi del sindacato è lucida e pragmatica: in assenza di investimenti massicci per installare condizionatori in centinaia di migliaia di aule – un'operazione che richiederebbe risorse ingenti e tempi lunghi – l'unica soluzione percorribile è l'adattamento del calendario. "È impensabile rimanere aperti d'estate", ribadisce Pacifico, evidenziando come le ondate di calore siano ormai una costante che la Pubblica Amministrazione non può più ignorare nella pianificazione dei servizi essenziali.

La proposta Anief: flessibilità e nuovi tempi scuola

Qual è, dunque, la soluzione operativa proposta dai rappresentanti dei lavoratori della scuola? L'idea non è quella di ridurre l'offerta formativa, ma di rimodularla strategicamente. La proposta prevede di posticipare l'avvio delle lezioni di due o tre settimane, spostando l'inizio verso la fine di settembre o l'inizio di ottobre, e anticipare la chiusura per evitare i picchi di calore di giugno.

Per non perdere giorni preziosi di didattica, Marcello Pacifico suggerisce di recuperare le ore durante il corso dell'anno, introducendo una maggiore flessibilità organizzativa. Questo approccio permetterebbe di allineare i cicli produttivi e scolastici alla nuova realtà climatica, garantendo al contempo una migliore conciliazione tra i tempi dell'educazione e il benessere di chi vive la scuola quotidianamente. Non si tratta solo di vacanze, ma di garantire ambienti di apprendimento salubri e sicuri.

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