Ore di sostegno tra Nord e Sud: ecco perché il divario continua a crescere ogni anno
Le ore di sostegno agli alunni con disabilità calano al Nord rispetto al Sud, anche se al Settentrione le cattedre disponibili sono più numerose
Il numero di ore di sostegno assegnate a ogni studente con disabilità cambia molto in base al territorio. I dati sull'inclusione scolastica, elaborati dalla Gilda degli insegnanti a cura di Antonio Antonazzo, mostrano un paradosso: dove le cattedre sono più numerose, le ore garantite ai singoli alunni risultano inferiori.
Meno ore al Nord che al Sud
Guardando tutti i gradi scolastici, ogni alunno riceve in media 13,9 ore settimanali al Nord, contro le 16,1 del Centro e le 17,3 del Sud e Isole. Il divario riguarda ogni ordine di scuola, come mostrano i confronti tra Nord e Mezzogiorno:
infanzia: 19,1 ore al Nord contro 22,7 al Sud-Isole;
primaria: 14,9 contro 19 ore;
secondaria di primo grado: 11,9 contro 14,9 ore;
secondaria di secondo grado: 12,1 contro 15 ore.
In diversi casi lo scarto supera le quattro ore settimanali per ogni studente.
Stesso divario per l'assistenza all'autonomia
Lo stesso schema si ripete per le ore degli assistenti all'autonomia e alla comunicazione. La media nazionale è di 9,6 ore a settimana per alunno. Al Nord il valore scende a 9,2 ore, mentre al Sud-Isole sale a 9,9. Il distacco diventa netto nella scuola secondaria di secondo grado: qui gli studenti del Mezzogiorno ottengono in media 11,8 ore di assistenza, contro le 9,6 dei coetanei del Nord. Anche questo supporto segue quindi la stessa logica geografica del sostegno.
Un sistema sotto pressione
Il documento segnala un nodo critico: gli alunni con disabilità certificata aumentano ogni anno, ma le risorse non crescono allo stesso ritmo. Il risultato è una progressiva riduzione delle ore disponibili per ciascuno studente. Coprire l'intero orario scolastico diventa così sempre più difficile. Le scuole devono dividere lo stesso monte ore tra un numero crescente di ragazzi, con il rischio di lasciare scoperte molte fasce della giornata e di indebolire la qualità del supporto.
Il paradosso delle cattedre
Il dato più sorprendente emerge dal confronto con la distribuzione dei posti di sostegno. Al Nord si concentra una quota rilevante delle cattedre disponibili, eppure questo non si traduce in più ore per ogni alunno. Anzi, accade il contrario. Proprio nelle regioni settentrionali gli studenti ricevono in media meno ore di sostegno rispetto ai compagni del Centro e del Sud. Avere più insegnanti, insomma, non basta a garantire una copertura più ampia per chi ne ha davvero bisogno.