Paolo Sorrentino agli studenti: l'elogio della bocciatura

Il premio Oscar incontra i liceali romani e sorprende tutti esaltando il valore del tempo trascorso tra i banchi di scuola.

26 gennaio 2026 09:30
Paolo Sorrentino agli studenti: l'elogio della bocciatura - Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino
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Ospite del programma RaiPlay "La conferenza stampa", il regista Paolo Sorrentino ha dialogato con 350 studenti. Tra ironia su pizza e matematica, ha lanciato una riflessione agrodolce sul tempo scolastico: meglio rallentare il percorso di studi che affrontare precocemente la realtà esterna.

Il confronto generazionale su RaiPlay e l'accoglienza al liceo

In un'atmosfera carica di aspettativa, l'auditorium di un liceo scientifico di Roma si è trasformato nel set della nona puntata de "La conferenza stampa". Il format, ideato da Giovanni Benincasa e divenuto un cult sulla piattaforma streaming della TV di Stato, mette a nudo il divario e i punti di contatto tra le celebrità e la Generazione Z. Paolo Sorrentino, cineasta partenopeo e figura di spicco del panorama culturale internazionale, si è sottoposto al fuoco di fila delle domande di trecentocinquanta ragazzi. L'accoglienza riservata al vincitore dell'Oscar per "La Grande Bellezza" (2014) è stata segnata da un lungo e caloroso applauso, testimonianza di come il suo cinema visionario riesca a penetrare anche nell'immaginario dei più giovani, superando le barriere anagrafiche.

Le confessioni inedite di Paolo Sorrentino: idiosincrasie e certezze

Durante i venti minuti di serrato botta e risposta, il regista ha abbandonato l'aura di intoccabile autore d'essai per rivelare aspetti più umani e fallibili della sua personalità. Rispondendo alla curiosità di una studentessa riguardo alle professioni per lui impossibili, Sorrentino ha ammesso con disarmante onestà la sua totale incompatibilità con le materie scientifiche: "Tutto ciò che riguarda la matematica e la scienza. A scuola ero un disastro". Un'affermazione che ha umanizzato la figura del genio creativo, avvicinandolo alle difficoltà quotidiane di molti presenti in sala.

Il dibattito si è poi spostato su temi più leggeri ma identitari, come l'eterna rivalità gastronomica tra Roma e Napoli. Alla domanda diretta di uno studente su quale pizza preferisse, il regista non ha mostrato alcun dubbio, ribadendo il legame viscerale con le sue origini: "Non c’è partita, quella napoletana. È l’unica certezza che ho nella vita". Una risposta che, pur nella sua semplicità, sottolinea come, in un mondo di incertezze artistiche ed esistenziali, le radici culturali rimangano un punto fermo imprescindibile.

La provocazione sul futuro: perché la scuola protegge

Il momento più alto e discusso dell'incontro è arrivato in chiusura, quando il regista ha voluto lasciare ai ragazzi un messaggio in controtendenza rispetto alla retorica del successo rapido e della performance a tutti i costi. Con uno sguardo disilluso ma protettivo, Paolo Sorrentino ha formulato un augurio paradossale: "Vi auguro di essere bocciati un anno".

Dietro questa frase, apparentemente provocatoria, si cela una visione profonda della società contemporanea. Il regista ha argomentato che "stare un anno in più a scuola è meglio che andare lì fuori", suggerendo che l'istituzione scolastica rappresenti l'ultimo baluardo di protezione prima dell'ingresso in un mondo adulto spesso ostile e frenetico. Non un invito al disimpegno, dunque, ma un'esortazione a non avere fretta di crescere, a godersi il tempo sospeso della giovinezza e a considerare il fallimento scolastico non come una condanna, ma come un'opportunità per prolungare un periodo di vita irripetibile.

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