Riforma disabilità scolastica: le nuove regole della Regione Lombardia per il sostegno

Le novità della riforma sulla disabilità scolastica introdotte in Lombardia definiscono le modalità di accesso al sostegno, le certificazioni INPS e la continuità didattica.

23 giugno 2026 20:00
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L'avvio della terza fase operativa legata alla riforma disabilità scolastica introduce significativi aggiornamenti strutturali e amministrativi sul territorio della Regione Lombardia, modificando in modo sostanziale i criteri per l'assegnazione del sostegno educativo e la gestione complessiva delle relative pratiche burocratiche ministeriali. Attraverso la recente deliberazione numero 2446, l'amministrazione pubblica ha dettagliato le precise linee d'azione destinate alle province coinvolte in questa prima sperimentazione guidata, tra cui spiccano i territori di Milano, Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Pavia e Sondrio.

Il nuovo provvedimento legislativo punta a semplificare l'iter di accertamento sanitario ordinario, garantendo una maggiore continuità didattica nel percorso di integrazione degli studenti con disabilità attraverso una sinergia diretta, chiara e strutturata con l'istituto previdenziale nazionale. L'obiettivo primario di questa importante transizione è l'abbattimento delle barriere burocratiche che rallentano l'attivazione delle tutele, assicurando un inserimento fluido fin dai primi giorni di lezione dell'anno scolastico imminente.

Riforma disabilità scolastica e nuove procedure INPS per il sostegno

Il rinnovato impianto normativo territoriale stabilisce che la richiesta formale di primo accertamento debba essere inoltrata in modalità telematica ed esclusiva sfruttando i canali digitali ufficiali dell'Istituto Nazionale Previdenza Sociale. Il medico abilitato si occupa direttamente di compilare e trasmettere il certificato introduttivo sulla piattaforma informatica, un passaggio fondamentale che permette contestualmente di richiedere l'attivazione del sostegno scolastico personalizzato per l'alunno interessato.

Per gli studenti che presentano una condizione di particolare gravità, esplicitamente riconducibile all'articolo 3, comma 3 della legge 104 del 1992, la validità dei documenti e dei verbali viene estesa in modo automatico fino al definitivo e completo svolgimento del ciclo di studi. Questo specifico meccanismo di tutela elimina l'obbligo di sottoporsi a ripetute visite di revisione periodica, alleggerendo il carico amministrativo che grava sulle famiglie e garantendo assoluta stabilità ai diritti degli alunni durante tutta la loro permanenza attiva nel sistema d'istruzione.

Gestione delle scadenze nel 2026 e accertamenti per la scuola dell'infanzia

Per quanto concerne i verbali associati all'articolo 3, comma 1 della legge 104 che risultano in scadenza naturale nel corso del prossimo anno scolastico, le disposizioni regionali assicurano la totale continuità giuridica della documentazione fino alla formale e definitiva conclusione del nuovo iter di verifica sanitaria. Questo provvedimento evita l'interruzione improvvisa dei servizi assistenziali fondamentali per gli studenti che si trovano in attesa della convocazione medica. Nel contesto del passaggio dai nidi d'infanzia alla scuola dell'infanzia per il 2026, la transizione amministrativa viene regolata richiedendo alle famiglie la presentazione di specifici documenti volti a strutturare un corretto inquadramento pedagogico dell'alunno:

  • Il profilo di funzionamento redatto dai servizi competenti.

  • L'attestazione ufficiale della necessità di supporti dedicati.

  • La copia della domanda già inoltrata sul portale telematico. La medesima tutela viene applicata anche nei confronti di tutti i minori che si trasferiscono da altre regioni italiane, mantenendo l'efficacia dei provvedimenti originari fino alla loro naturale scadenza.

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