Riforma istituti tecnici: incertezza su decreti e iscrizioni

Manca il provvedimento attuativo per i nuovi quadri orari mentre si aprono le procedure di scelta per l’anno scolastico 2026/2027.

11 gennaio 2026 10:00
Riforma istituti tecnici: incertezza su decreti e iscrizioni - Riforma degli istituti tecnici
Riforma degli istituti tecnici
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L'apertura delle iscrizioni, fissata per martedì 13 gennaio, avviene in un clima di indeterminatezza amministrativa. Nonostante le scadenze, il Ministero non ha ancora emanato il decreto necessario per definire i percorsi della riforma istituti tecnici, lasciando scuole e famiglie prive dei riferimenti essenziali per il prossimo anno scolastico.

Lo stallo normativo e l'impatto sulle scuole

Nonostante il calendario amministrativo imponga l'avvio delle procedure di iscrizione, il quadro normativo appare incompleto a causa della mancata pubblicazione del decreto ministeriale previsto dal decreto legge 45 del 2025. Tale provvedimento (art. 1) avrebbe dovuto delineare con precisione i nuovi quadri orari, gli indirizzi specifici e i risultati di apprendimento attesi, elementi cardine per l'attivazione delle prime classi a partire dall'anno scolastico 2026/2027. Di conseguenza, gli istituti si trovano costretti a operare in un limbo burocratico: i documenti del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), attualmente in fase di pubblicazione, riportano ancora la vecchia architettura oraria. Questa discrasia genera disorientamento non solo tra i dirigenti scolastici e il corpo docente, ma soprattutto tra le famiglie chiamate a compiere una scelta educativa senza avere contezza della reale articolazione dei percorsi.

Il silenzio del Ministero sulla riforma istituti tecnici

La situazione di stallo appare ancor più critica se si considera l'attività preparatoria svolta nei mesi precedenti. Alla fine di novembre 2025, infatti, il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva formalizzato la creazione di un gruppo di lavoro tecnico. L'obiettivo di questo team era predisporre i decreti attuativi necessari per dare concretezza all'articolo 26-bis del decreto legge 144/2022, norma aggiornata nel corso dell'ultimo anno. Sebbene l'istituzione del tavolo tecnico avesse segnalato la volontà politica di procedere spediti verso l'aggiornamento dei curricula, da quel momento non sono state diffuse note ufficiali o aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori, lasciando il comparto scuola in attesa di direttive che tardano ad arrivare.

Gli obiettivi del PNRR e il nuovo assetto didattico

La revisione dell'istruzione tecnica non è un semplice aggiornamento procedurale, ma rappresenta un pilastro fondamentale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il progetto mira a una trasformazione radicale del sistema, focalizzandosi su una maggiore aderenza tra preparazione scolastica e richieste del tessuto produttivo. Sebbene alcuni elementi macroscopici, come il Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECuP), siano già stati tracciati, la riforma intende perseguire scopi precisi:

  • Rimodulare i curricoli scolastici per rispondere alle esigenze dell'industria 4.0;

  • Integrare le competenze tecniche tradizionali con i nuovi linguaggi della sostenibilità ambientale e della transizione digitale;

  • Consolidare la filiera formativa che unisce scuole secondarie, ITS Academy e imprese.

In assenza del decreto, resta sulla carta anche la prevista ripartizione dell'orario in tre macro-aree (nazionale, di indirizzo flessibile e territoriale) e il potenziamento dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).

Cronoprogramma a rischio e scadenze future

La tabella di marcia legislativa prevedeva un'introduzione graduale delle novità, scaglionata nel tempo per permettere un adattamento progressivo del sistema scolastico. Il piano originale stabiliva l'avvio delle nuove prime classi nell'a.s. 2026/2027, per giungere a regime con le quinte classi nell'anno 2030/2031. Tuttavia, l'emanazione del decreto attuativo rientrava tassativamente tra gli obiettivi da centrare entro la fine del 2025, vincolo legato anche alle milestone del PNRR. Il mancato rispetto di questa scadenza, proprio a ridosso dell'apertura delle iscrizioni, solleva dubbi concreti sulla fattibilità dei tempi tecnici previsti e sulla capacità dell'amministrazione centrale di garantire una attuazione della riforma che sia coerente e priva di strappi organizzativi per gli istituti coinvolti.

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