Risarcimento ferie non godute: nuova sentenza favorevole ai docenti precari

Il tribunale conferma il diritto al pagamento se l'amministrazione non invita formalmente a fruire delle ferie non godute. Ecco i dettagli.

06 gennaio 2026 11:00
Risarcimento ferie non godute: nuova sentenza favorevole ai docenti precari - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Lanciano riconosce ai docenti precari il diritto all'indennità per le ferie non godute. Il tribunale condanna il Ministero a pagare se manca l'invito formale al riposo retribuito.

Il caso del tribunale di Lanciano

Una docente, impegnata con supplenze annuali tra il 2022 e il 2024, ha ottenuto un importante riconoscimento economico dal Tribunale del Lavoro di Lanciano. L'amministrazione scolastica è stata condannata a versare un risarcimento di quasi 3.500 euro poiché non aveva mai invitato esplicitamente la lavoratrice a usufruire dei giorni di riposo maturati.

Secondo i giudici, la scuola non può collocare unilateralmente il personale in ferie senza una preventiva comunicazione. È fondamentale che il dipendente sia messo nelle condizioni di esercitare il proprio diritto, pena il pagamento dell'indennità sostitutiva.

Obblighi del datore sulle ferie non godute

La decisione si basa su principi consolidati dalla Corte Costituzionale e dalla giurisprudenza europea. La sentenza n. 95/2016 della Consulta chiarisce che il lavoratore mantiene il diritto alla monetizzazione se il mancato godimento non è imputabile alla sua volontà, ma a cause di forza maggiore come la malattia.

Anche la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con diverse pronunce risalenti al 2018, ha delineato criteri precisi per la tutela dei lavoratori:

  • il diritto alle ferie si estingue solo se il dipendente ha avuto la concreta possibilità di esercitarlo;

  • la normativa interna non deve mai ostacolare l'effettiva fruizione del riposo;

  • il datore di lavoro deve assicurarsi, tramite avvisi chiari, che il personale possa assentarsi.

L'orientamento della Cassazione e la sentenza

Sulla stessa linea si pone la Corte di Cassazione, che impone al datore di lavoro l'onere della prova. Spetta infatti all'amministrazione dimostrare, documenti alla mano, di aver sollecitato il dipendente a godere delle ferie in tempi utili e con trasparenza.

Nel caso specifico, il Ministero non ha fornito alcuna prova di aver informato la docente sulle modalità di fruizione o sulle conseguenze del mancato utilizzo. Questa lacuna comunicativa ha determinato l'obbligo di risarcimento, confermando che senza un avviso adeguato, le ferie residue devono essere necessariamente retribuite.

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