Scuola condannata al risarcimento dopo l'infortunio di una studentessa: la Corte d'Appello di Palermo conferma la responsabilità

La Corte d'Appello di Palermo conferma la condanna della scuola al risarcimento per la studentessa con disabilità.

09 giugno 2026 12:04
Scuola condannata al risarcimento dopo l'infortunio di una studentessa: la Corte d'Appello di Palermo conferma la responsabilità - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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La sicurezza degli alunni resta una priorità assoluta, anche nei momenti più affollati della giornata. Lo conferma una nuova sentenza che vede la scuola condannata al risarcimento dopo l'infortunio subito da una studentessa minorenne. La Corte d'Appello di Palermo ha ribadito che l'istituto deve rispondere dei danni occorsi agli allievi sotto la sua vigilanza, soprattutto quando la prevenzione viene a mancare.

Cosa è successo durante l'uscita da scuola

I fatti risalgono al 20 ottobre 2017. Era l'ora dell'uscita: suonata l'ultima campanella, gli studenti si erano riversati nei corridoi verso il portone principale. Nella consueta ressa, la studentessa minorenne ha ricevuto una forte spinta da alcuni compagni. Ha perso l'equilibrio ed è caduta con il volto schiacciato sul pavimento. L'impatto le ha provocato la frattura del naso, con un delicato intervento chirurgico e lunghi giorni di convalescenza da affrontare.

Perché la scuola è stata ritenuta responsabile

Durante il processo, la difesa dell'istituto ha provato a spostare la colpa sui compagni che avevano spinto la ragazza. I giudici, però, hanno respinto questa linea. La regola è chiara: la scuola e gli insegnanti rispondono dei danni subiti dagli allievi mentre sono sotto la loro vigilanza. Per essere scagionato, l'istituto avrebbe dovuto dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l'incidente, ad esempio con misure pensate per gestire il caos dell'uscita. Una prova che la scuola non è mai riuscita a fornire.

Il ruolo dell'insegnante di sostegno

A peggiorare la posizione dell'istituto è emerso un dettaglio decisivo. La giovane era riconosciuta come persona con disabilità ai sensi della Legge 104 e aveva quindi diritto alla presenza fissa di un insegnante di sostegno. Quel giorno, però, la figura risultava assente senza alcuna giustificazione. La mancanza di questo supporto ha pesato sulla decisione finale, perché evidenzia una falla nell'organizzazione e nella vigilanza che la scuola era tenuta a garantire alla studentessa ferita.

Come cambia l'importo del risarcimento

Pur confermando la piena responsabilità, la Corte ha accolto una singola richiesta economica dell'istituto. I magistrati hanno cancellato la cosiddetta «personalizzazione del danno», una sorta di bonus aggiuntivo previsto solo in casi eccezionali. Questo extra spetta soltanto a chi dimostra che l'incidente ha stravolto la vita quotidiana ben oltre i normali disagi. La giovane non ha fornito queste prove, quindi la cifra finale è stata limata al ribasso rispetto al primo grado. Ecco i numeri principali del verdetto:

  • importo stabilito in primo grado pari a circa 13.650 euro;

  • somma finale ridotta a 13.032,26 euro in appello;

  • spese legali del secondo grado a carico dell'istituto pari a 2.675 euro.

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