Supplenze scuola, FENSIR: 'A pagare è sempre il personale'
La Legge di Bilancio 2026 impone controlli rigidi sulle supplenze scuola, generando preoccupazione per i carichi di lavoro del personale.
La Legge di Bilancio 2026 introduce norme severe sul monitoraggio delle assenze. Queste misure sulle supplenze scuola mirano a razionalizzare la spesa pubblica, sollevando però dubbi sull'effettiva gestione delle risorse umane.
Il nuovo monitoraggio delle supplenze nella Legge di Bilancio 2026
Le recenti disposizioni normative puntano ufficialmente alla trasparenza finanziaria, introducendo un sistema di controllo capillare sulle sostituzioni brevi. Tuttavia, all'interno degli istituti, tali misure rischiano di trasformarsi in una forte pressione operativa sui dipendenti piuttosto che in una reale ottimizzazione gestionale.
Risparmi di spesa e criticità strutturali per via della carenza degli organici
Il frequente ricorso alle supplenze brevi rappresenta spesso la risposta inevitabile a organici carenti e classi numerose, non una semplice disfunzione amministrativa. Limitare le sostituzioni senza risolvere le cause strutturali a monte sposta soltanto il problema, gravando pesantemente sull'organizzazione scolastica.
Destinare i risparmi derivanti dai tagli al Fondo per l'offerta formativa crea un meccanismo che desta perplessità tra gli addetti ai lavori. Il miglioramento educativo verrebbe così finanziato indirettamente attraverso la riduzione del personale, aumentando i carichi di lavoro per i docenti e gli ATA in servizio.
La posizione del sindacato FENSIR
Giuseppe Favilla, Segretario generale FENSIR, sottolinea come l'efficienza non possa ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Secondo l'organizzazione sindacale, la scuola necessita di organici stabili e non di logiche aziendali che trattano le risorse umane come voci di bilancio comprimibili.
Le criticità evidenziate riguardano tre aspetti fondamentali:
L'aumento ingiustificato della pressione sul personale scolastico.
La necessità di investimenti strutturali e non di soli tagli.
La tutela della qualità dell'istruzione attraverso il rispetto del lavoro.