Terremoto nel Mar Tirreno: scossa profonda di magnitudo 6.1

Un intenso terremoto nel Mar Tirreno è stato localizzato a grande profondità nel Golfo di Napoli, limitando i danni in superficie.

10 marzo 2026 11:00
Terremoto nel Mar Tirreno: scossa profonda di magnitudo 6.1 -
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Nelle prime ore della giornata, un violento terremoto nel Mar Tirreno ha interessato il bacino mediterraneo con una magnitudo stimata tra 5.9 e 6.1. Nonostante l'intensità del fenomeno sismico, la notevole profondità dell'ipocentro ha impedito conseguenze gravi per la popolazione e le infrastrutture costiere italiane.

Analisi geodinamica della scossa

Il sisma si è verificato alle ore 00:03 con epicentro situato nel Mar Tirreno, a breve distanza dalle isole di Ischia e Capri. I dati forniti dai principali centri di monitoraggio evidenziano una leggera discrepanza nelle misurazioni: l'INGV ha rilevato una magnitudo di 5.9, mentre l'USGS statunitense e il centro tedesco GFZ hanno indicato rispettivamente valori di 6.0 e 6.1.

La caratteristica determinante di questo evento è stata la sua collocazione ipocentrale, individuata tra i 372 e i 414 chilometri di profondità. Tale distanza dalla superficie ha agito come uno scudo naturale, dissipando gran parte dell'energia cinetica prima che potesse raggiungere i centri abitati.

Il ruolo della litosfera ionica

L'origine del fenomeno non è riconducibile alle faglie crostali superficiali, bensì alla dinamica della litosfera ionica. Questa porzione di crosta oceanica antica sta subendo un processo di subduzione, scivolando sotto l'Arco Calabro e il Mar Tirreno lungo il cosiddetto Piano di Wadati-Benioff.

A profondità così elevate, la roccia non si frattura solitamente in modo fragile. Il sisma è scaturito da transizioni di fase dei minerali, come l'olivina, che sotto pressioni estreme modificano istantaneamente la propria struttura cristallina. Questo rapido riassetto molecolare genera onde d'urto che si propagano verso la superficie.

Perché il terremoto nel Mar Tirreno non ha causato danni

La mancata distruzione nelle aree vicine all'epicentro, come Napoli o le isole del Golfo, è spiegata dalla fisica della propagazione ondosa. L'energia sismica subisce un'attenuazione geometrica proporzionale alla distanza percorsa. Inoltre, il mantello terrestre agisce da filtro, assorbendo le alte frequenze che risultano solitamente più pericolose per gli edifici.

Precedenti storici nel bacino tirrenico

Il Tirreno meridionale è noto alla comunità scientifica per essere un sito privilegiato per lo studio dei sismi profondi. Di seguito sono riportati alcuni degli eventi più significativi registrati nell'area:

Data

Magnitudo

Profondità

Impatto

13 aprile 1938

~7.0

300 km

Avvertito in tutto il Sud, nessun danno grave

27 dicembre 2013

4.9

310 km

Quasi del tutto impercettibile

28 ottobre 2016

5.7

474 km

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