Pensioni anticipate: Meloni fa marcia indietro dopo le polemiche 'interne'
La premier annuncia correzioni urgenti sulla manovra pensioni dopo le forti tensioni nella maggioranza e le dure critiche dei sindacati.
Il governo è pronto a rivedere la norma sulle pensioni anticipate. Dopo le accese polemiche, Giorgia Meloni ha chiarito che il meccanismo del riscatto della laurea non subirà modifiche retroattive. L’obiettivo dell'esecutivo è placare la rivolta nella maggioranza ed evitare penalizzazioni immediate per i lavoratori.
Il passo indietro sulle pensioni
L’emendamento presentato alla manovra finanziaria si è trasformato rapidamente in un boomerang politico per l’esecutivo. La tensione è esplosa a causa della prevista doppia stretta sulle uscite anticipate, costringendo la presidente del Consiglio a una rettifica immediata. La premier ha assicurato che le regole sul riscatto della laurea non cambieranno per chi ha già effettuato l'operazione, garantendo che ogni eventuale modifica avrà valore esclusivamente futuro. Questo intervento mira a sedare la rivolta nella maggioranza, in particolare le proteste della Lega che ha puntato il dito contro i burocrati del Mef, parlando di "manine" e di errori tecnici inaccettabili.
Le critiche di opposizioni e sindacati
Le opposizioni hanno attaccato frontalmente il provvedimento rivisto. Il Partito Democratico denuncia una stangata ingiustificata per giovani e anziani, mentre il Movimento 5 Stelle accusa il governo di voler compiacere Bruxelles operando tagli differiti sulle future generazioni. Sul fronte sindacale, la CGIL stima che, senza il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita, l'uscita dal lavoro potrebbe slittare fino a oltre 46 anni di anzianità contributiva. Anche la CISL definisce le misure incomprensibili e pesanti, sottolineando come queste penalizzino chi ha già versato oneri importanti per riscattare gli anni di studio universitario.
Modifiche attese in commissione Bilancio
Il confronto politico si sposta ora interamente in commissione Bilancio al Senato. L'obiettivo dichiarato della Lega è introdurre una modifica sostanziale al testo in extremis, chiarendo la natura di semplice clausola di salvaguardia della norma contestata. Per reperire le risorse necessarie ed evitare profili di incostituzionalità, si valuta concretamente un aumento del prelievo sull'Irap delle banche.
Ecco i nodi principali che il governo dovrà sciogliere a breve:
Cancellazione della penalizzazione retroattiva sul riscatto degli studi;
Revisione delle tempistiche relative alle finestre mobili;
Individuazione di nuove coperture finanziarie stabili.