Riscatto laurea: cancellati in Manovra i tagli alle pensioni anticipate

Il Governo sopprime l'emendamento sul riscatto laurea, mantenendo intatti i benefici previdenziali per i lavoratori e gli anni riscattati.

19 dicembre 2025 20:00
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Riscatto della laurea
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Il Governo ha ritirato le norme che penalizzavano il riscatto laurea per i pensionamenti futuri. Grazie a un subemendamento, niente tagli previdenziali e i contributi universitari restano validi per l'uscita anticipata. È un dietrofront sulla manovra che rasserena i contribuenti.

Il passo indietro sul riscatto laurea

Dopo le polemiche sollevate dalla bozza del maxiemendamento, l'esecutivo ha scelto di sopprimere le misure che depotenziavano il riscatto laurea. Inizialmente si prevedeva una stretta per chi intendeva utilizzare gli anni universitari per anticipare l'uscita dal lavoro. Il nuovo provvedimento garantisce che non cambia nulla per i lavoratori: ogni anno riscattato continuerà a valere integralmente per raggiungere la pensione. Questa decisione protegge gli oneri già versati dai cittadini, evitando che gli sforzi economici sostenuti per coprire il corso di studi venissero vanificati.

Come funzionava la stretta soppressa

Senza l'intervento correttivo, il sistema avrebbe subito un taglio graduale dei mesi utili al pensionamento a partire dal 2031. Lo schema originario prevedeva una riduzione progressiva dei benefici, arrivando a regime nel 2035. Ecco i punti principali che sono stati eliminati:

  • Tagli da sei mesi nel 2031 fino a trenta mesi nel 2035;

  • Depotenziamento dei periodi contributivi riscattati ai fini dell'anticipo;

  • Limitazioni per il conseguimento dei requisiti pensionistici agevolati.

Tali restrizioni avrebbero reso meno conveniente l'investimento fatto dai laureati per accelerare la fine della carriera.

Requisiti e prospettive per le pensioni

Mentre il tema del riscatto si stabilizza, resta alta l'attenzione sull'allungamento dei tempi per l'accesso alla quiescenza. Entro il 2029 l'età pensionabile potrebbe raggiungere i 67 anni e mezzo, confermando una tendenza al rialzo. Sul tema è intervenuta anche Elsa Fornero, sottolineando l'importanza di investire sulle nuove generazioni anziché concentrarsi esclusivamente sulla spesa previdenziale. L'ex ministra ha difeso la sua riforma, ribadendo che le finestre mobili attuali rappresentano spesso soluzioni temporanee che non risolvono i problemi strutturali del sistema.

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